lunedì 16 dicembre 2013

I mostri della Notte di Natale

Un altro testo dello scrittore Stefano Benni sulle tradizioni natalizie:

(foto da internet)



Che Natale sarà? Un po' felice e un po' impaurito. Sembra che tutti si siano accorti che la Terra è in pericolo, anche se i tecnocrati ecofagi penecefali riuniti all'Aja, hanno riaffermato che per prima cosa bisogna salvare gli equilibri politici ed economici del mondo, e poi il mondo.
Un po' come dire che il mondo è la più grande e pregiata delle materie prime. Una ventata di eco-paura ha scompigliato i Media, più per presa di audience che per presa di coscienza.
Figuriamoci l'asse Rai-Fininvest, ormai così finto e impaurito dalla realtà da affidare la cosiddetta «Tv verità» ad attori e burattini.

I servizi dei telegiornali oscillavano tra gli effetti speciali dei film-catastrofe, e fiabe in cui una voce flautata raccontava: «Ci sono cinque gas assai nocivi all'uomo sospesi nell'atmosfera...». Ah sì, pensava il giovane spettatore, e chi li ha sospesi, il preside? Ha scoreggiato Godzilla? Dell'emergenza ambientale si è accorto anche Rutelli, che sotto elezioni è diventato improvvisamente verde, tanto che invece di Cicciobello ora lo chiamano Hulk. Nessun segno di vita, invece, dal cranio tricointermittente del Pataccaro, per cui il futuro dell'universo coincide col futuro dei suoi interessi, e se la temperatura dell'oceano si alza, lui c'ha la piscina. Ma ci sono cose più importanti della catastrofe climatica, come ad esempio proibire i preservativi e i sillabari filomarxisti.
E se ne fregano soprattutto gli americani, la cui solida democrazia vacilla nello scontro tra due cretini e duecento avvocati. Gli Usa sanno benissimo di essere i maggiori inquinatori del mondo e perciò vogliono comprare fette di pianeta da riempire di gas e veleni. Una bella visione solidale e sistemica. Che i tornadi siano con loro.
Ma basta coi cattivi pensieri: non c'è inflazione, devoluzione o alluvione che possa fermare i doni di Natale, questa Festa durante la quale finalmente possiamo comprare in una settimana tutto ciò di cui non abbiamo bisogno il resto dell'anno. Ecco per voi i tipi più singolari di donatori natalizi.


L'ansioso. Soggetto che entra in ansia da regalo con largo anticipo, a volte dal ventisei dicembre dell'anno prima. Ci tiene a far bella figura, ed è terrorizzato dall'idea di dimenticare qualcuno, o di sbagliare regalo. La vacanza natalizia è il suo periodo di maggior lavoro. Compila elenchi di persone e doni da abbinare. Già verso novembre inizia i primi acquisti. Misura di nascosto l'impronta di un sedere su un divano perché deve regalare dei pantaloni. Entra di notte in casa dell'amico e gli fotografa l'armadio con le cravatte. Telefona agli amici del figlio per sapere che regali vuole suo figlio che deve a sua volta telefonare a tutti gli amici per dire che regalo devono dire, e il risultato finale è un regalo all'Omnitel.
Potete vedere l'ansioso, la settimana prima di Natale mentre gira per negozi con una serie di dossier, tariffari e cataloghi. La sua richiesta può essere terribilmente precisa. Una gonna scozzese verde e gialla per una signora che ha le chiappe asimmetriche. Un libro per un signore che ha due e mezzo di miopia, preferisce le copertine coi fiori, ha una passione per i cavalli e vuole che le storie finiscano bene. L'autore? Faccia lei. Quando finalmente l'ansioso arriva al fatidico ventiquattro sera, carica un quintale di regali sul portapacchi, sale in auto e stremato si addormenta nel garage. Si sveglia la mattina del ventisei. Nessuno in famiglia lo saluterà per un anno.

Il ritardatario. È l'opposto dell'ansioso. Si muove solo un giorno prima e in un pomeriggio pretende di comprare tutti i regali, fende la folla a gomitate, insulta i commmessi, ruba orsacchiotti ai bambini, urla «ma che cazzo ci fa in giro tutta questa gente!». In due ore esaurisce gli acquisti. Per questa sua fretta, il ritardatario è quasi sempre monotematico. Cioè, accappatoio rosso per tutti, vaso portafiori per tutti, dentiere per tutti, compresi i bambini.
L'antinatalizio. Inizia un mese prima a martellare la frase «quest'anno non faccio regali, e guai a voi se mi fate un regalo, basta col consumismo». Dopo questo diktat, ecco cosa può accadere.
a) L'anti tiene duro, non fa regali a nessuno ma tutti gli fanno un regalo e lui, sotto sotto, sente di aver fatto una figura di merda.
b) L'anti tiene duro, non fa regali a nessuno, nessuno gli fa un regalo e lui ci rimane male e fa l'offeso.
c) L'anti cambia idea, fa regali a tutti, nessuno gli fa regali rispettando il suo antico volere, e lui si incazza perché l'hanno preso sul serio.
d) L'anti fa il regalo solo al piccolo Sergino, un etto di caramelle, e il piccolo Sergino glielo tira in faccia.

Il riciclatore. Pericolosissimo. Non si sa se agisca per parsimonia o vizio atavico. Ma riciclare i regali ricevuti è più forte di lui. Anche se è un abile incartatore e infiocchettatore, finisce inevitabilmente smascherato. I suoi errori più comuni: regalare una statuetta giapponese alla stessa persona che gliel'ha regalata il Natale prima. Regalare alla fidanzata di nome Adele un libro con la dedica «al mio bel porcone la sua Cinzia». Regalare agende del 1997, oppure con la scritta «La banca Romagnola fa i migliori auguri ai suoi clienti».
L'impacchettatore. A questo tipo di donatore non interessa il regalo ma la confezione. Passa ore e ore a manovrare fogli di carta lucida, nastri, pigne dorate, neve sintetica, palline di vetro, muschi e licheni. Confeziona statoloni di ogni forma e colore, è capace di stare tre ore a pensare come impacchettare un ombrello senza che sembri un ombrello impacchettato. Il risultato finale è che in quella confusione di nastri e carte, non sa più di chi sono i regali. Accadono piacevoli scambi: sci di due metri e mezzo per il piccolo Sergino, una confezione di Viagra per il cane, un osso per lo zio, un reggicalze per il padre, una pipa per la mamma, un cazzo di gomma per la nonna e i ferri da calza per il fratello.

Il gastronomo. Regala solo roba da mangiare. Compra ad esempio una mortadella di venti chili. Poi pensa che è troppo grande ed è meglio dividerla in due regali. Mentre la divide, ne mangia cinque chili. Poi, in un attacco di tirchieria, ci fa sei regali e sei mortadelline. Ne mangia quattro. Si accorge che adesso il regalo è alquanto misero e, per il nervosismo, mangia le ultime due. Si presenta a mani vuote e, al pranzo natalizio, vomita appena arriva in tavola la mortadella.

Lo snob. Costui non fa regali né li riceve. Snobba anche il cenone. Raramente fa l'albero o il presepe. Di questi individui insensibili ce ne sono parecchi, ad esempio, in Zaire, in Bangladesh e in Sudamerica.

Il tradizionale, o Veronatale. Il più pericoloso di tutti. Per lui a Natale bisogna rispettare scrupolosamente ogni rito e tradizione. Già la settimana prima inizia a controllare la casa dove avverrà lo scambio di doni. Se non c'è l'albero, lo porta lui e lo arreda, se non c'è il presepe, lo fa, se il padrone di casa è ateo, nasconde la grotta di Betlemme nel freezer, l'importante è che ci sia. Inizia a massacrare tutti con telefonate del tipo «mi raccomando non regalare una vestaglia a mamma che gliela regalo io, e non scordarti il bambolotto a Serena perché io le regalo la sciarpina». Pedina di nascosto i parenti per accertarsi che facciano gli acquisti giusti. Controlla anche il Natale dei limitrofi, ad esempio si fa mandare una polaroid del presepe dalla famiglia della fidanzata, o telefona al suo dentista chidendogli perché non ha ancora comprato il panettone.
Sceglie il menù della cena. Si presenta con un centrotavola natalizio formato da un bosco di abeti, grappoli di palle e una candela alta un metro che, accesa, ammorba l'aria. Da questa abetaia escono spesso scoiattoli che rubano la frutta. Obbliga i bambini a leggere la poesia, i grandi a cantare Silent night, il nonno a raccontare il Natale sotto le bombe.
Tiene tutti inchiodati a tavola fino a mezzanotte. A mezzanotte, distribuisce lui i regali uno alla volta. Ogni volta il donatore deve spiegare i motivi profondi della sua scelta, e il ricevente deve esternare con un breve discorso la sua gratitudine. Ogni venti regali si canta Astro del Ciel e si mangia un torrone. In una famiglia di dieci persone, questo tipo di distribuzione può durare fino alle sei di mattina. All'alba, se il Veronatale è religioso, trascina tutti a messa, se è laico li costringe a fare un giro in slitta. Se c'è neve bene, se no si va sull'asfalto. Per difendersi da questo pericoloso individuo, alcune famiglie passano le festività in baite di montagna o, chi può, sulle isole tropicali, ma il Veronatale non demorde. Se vedete sull'aereo per i Caraibi un uomo con un albero di Natale e una valigia di panettoni, sappiate che è un Veronatale che sta per colpire a distanza.
E Dio non voglia che, per un ritardo, dobbiate passare il Natale in volo con lui.

venerdì 13 dicembre 2013

Il regalo più grande

Il regalo che vorrei

Vi proponiamo una lettera alquanto differente dello scrittore Stefano Benni a Babbo Natale:
(foto da internet)



Caro Babbo Natale, sono un bambino italiano medio e ti spedisco la consueta letterina per i regali. Ti avverto subito che il tono sarà diverso da quello degli anni passati, ma viviamo tempi difficili e mi sono dovuto adeguare: comunque, leggila con attenzione. Anzitutto ti prometto che non sarò buono. Buono è un termine adatto a una telenovela, a una partita del Cuore, a un lacrimatoio in diretta tivù. Ma una bontà senza telecamere e senza Auditel è fatica inutile. 


Non ti dico neanche che sarò onesto e corretto, perché mi giocherei la carriera parlamentare. Per prima cosa, quindi, non ti chiedo perdono dei peccatucci commessi. Sì, ho rubato qualche lira dal portafoglio di papà, ma ti prometto che non lo farò più. Dal prossimo anno ruberò solo euro. Ho usato il rossetto al silicone di mamma sul cane e l'ho quasi trasformato in un tapiro. Ho sostituito il calendario di Frate Indovino del nonno col calendario di Martina Colombari e non sono neanche andato a trovarlo nel reparto rianimazione. 

Ho corrotto il bidello per una piccola modifica costituzionale: gli ho fatto cambiare i miei voti nel registro. Ho investito uno in motorino e non mi sono fermato, ma avrei fatto tardi a scuola. Ebbene sì, qualche carognata l'ho fatta, ma come dice un paleovinile dei tuoi tempi, "nessuno mi può giudicare". Tu vieni da un nevoso paese scandinavo-stalinista che non conosce neanche il prosciutto, e nessun giudice straniero ficcherà il suo fottuto naso giacobino negli affari del popolo italiano. Perciò lascia da parte rimproveri e rogatorie. Se vuoi proprio saperlo, ho anche detto un sacco di bugie e ho fatto la spia in classe, ma non è certo un peccato, anzi è vivamente consigliato dai nostri governanti.


Ho denunciato un professore che ci faceva leggere A Silvia di Leopardi, con evidente derisione del nostro premier. Ho picchiato un mio compagno di scuola, ma era di colore e vendeva temi prefabbricati, se questi sono venuti in Italia per rubarci il lavoro, se ne stiano a casa loro. Quando la maestra fa lezione, io, insieme a tutta la classe, le parlo sopra, sbraito e la interrompo. Una volta lei si è incazzata urlandoci: ma dove avete imparato queste cose, e noi abbiamo risposto: nei talkshow, signora professoressa. Ha dovuto darci ragione. Naturalmente sono stato disonesto. Ho falsificato la mia firma sul libretto delle assenze. Dovevo andare a scuola, ma c'era anche una partita di pallone. Era un caso lampante di conflitto di interessi e tu sai come vanno queste cose in Italia.
Una notte ho visto dei miei compagni che bruciavano un asilo e li ho lasciati fare, era un asilo pubblico e l'ho interpretato come un gesto di solidarietà con la Moratti. Ti sembran tempi per lezioni di moralità? Vedo quei signori con il cravattone verde, che una volta erano i campioni della lotta alla corruzione e del sempreduro e adesso sono ministeriali e bazzotti, una volta gli facevano schifo i fascisti e adesso ci scodinzolano insieme. Se loro hanno fatto carriera così, perché non dovrei farlo io?


E adesso passiamo alle cose serie, cioè ai regali. Per prima cosa voglio altre due playstation. Non ricordarmi che ne ho già una, il nostro premier ha sette televisioni e si lamenta che l'informazione è tutta in mano ai comunisti. Beh, anche io voglio tre playstation per contrastare l'avanzata marxista nella tecnologia ludica. Poi voglio videogiochi di guerra e armi. E non pensare di rifilarmi le solite spade di plastica. Guardando gli esperti militari in televisione, ho capito che ci sono armi buone e armi cattive. Il kalashnikov è cattivo perché fa rumore, il B 52 è buono perché quando ti sorvola romba silenzioso lassù in alto, e tu puoi continuare a fare i compiti.

Le mine antiuomo, come dice il nome, non colpiscono le donne e i bambini. Io vorrei quella meravigliosa bomba Usa che si chiama tagliamargherite, quella che spazza via tutto nel raggio di dieci chilometri. La tirerei nel mio quartiere, così finalmente noi bambini avremmo uno spazio libero dove giocare a pallone. Se non me la porti, allora vuol dire che sei contrario a una città vivibile per l'infanzia. Dici che sono giochi violenti? Beh, ho visto il video di Osama che festeggia lo sterminio degli odiati nemici, ma sono convinto che anche Bush e Sharon festeggiano dopo aver bombardato, e anche il nostro presidente del consiglio ha brindato alla notizia che entravamo in guerra.

Insomma, la guerra eccita tutti e non vedo perché solo noi bambini dovremmo essere esclusi. Oltretutto, a differenza dei guerrafondai, noi sappiamo anche godere in altri modi. Ma qua invoco la legge sulla privacy. Naturalmente, non dimenticare la mia famiglia. Il mio fratellino minore vorrebbe una sedia elettrica per criceti e mio fratello maggiore un lanciagranate da stadio. Mia sorella vorrebbe tanto il Lego Lunardi, quello che ti danno la scatola gratis ma appena hai costruito qualcosa arriva un tecnico nominato da Lunardi e ti fa una perizia da cinquanta milioni. Non scordarti del mio papà che è leghista e fa il presepe con due buoi perché dice che l'asino è da terroni. Portagli una divisa da sceriffo della polizia padana. A mio zio che è di Forzitalia il salvavviso Beghelli che trilla quando sta per arrivare la finanza. Per mia mamma progressista un ombrello, oppure va bene anche un vecchio regalo riciclato, dopo il ritorno di D'Alema è rassegnata a tutto.

E passiamo ai videogiochi. Anzitutto vorrei Guazzalook, un gioco dove hai un anno di tempo per soffocare gli abitanti di una città col traffico, lo smog, il cemento selvaggio e la svendita del verde pubblico. Poi vorrei il Processo del Lunedì, ma se pensi che sia troppo violento mi accontento di Mortal Kombat. Come ultima cosa, vorrei un osso di juventino per il mio cane e il kit della mia squadra con le maglie, le scarpette e una bottiglia di nandrolone. Portami questi regali in fretta e senza discutere. Anzi, a proposito di velocità, perché vai in giro con quelle renne puzzolenti e radioattive? Hai visto la motoslitta biposto della Fiat con turbo e sospensioni anticrepaccio? Ma perché non ti modernizzi?

E poi cambia stile: non farti chiamare Babbo Natale, ma Padrino Natale o Don Natale, o meglio di tutto Venerabile Natale, e nel mio paese ti saranno spalancate tutte le porte e i camini. Via la barba, che tutti i cattivi hanno la barba, e via l'abito rosso. Ma soprattutto, stai attento. Se mi porti del carbone, potrei telefonare a Scaiola segnalando che nello spazio aereo italiano si aggira un extracomunitario su un mezzo volante. Poi dovrai spiegare cos'è quella polverina d'oro sulle tue letterine. Per finire: non passare dal camino, papà l'ha murato per paura dei ladri, e ha anche messo un cancello con l'allarme e sei rottweiler che in confronto Gasparri è un chihuahua. Perciò consegna i regali al mio amico Ciccio, sul ponte della tangenziale alla mezzanotte del ventiquattro. E bada che non manchi niente o farai una brutta fine. Lo so che questa letterina ti stupirà, ma mi sono dovuto adeguare. Naturalmente so benissimo che al mondo ci sono penosi inconvenienti come la fame, la guerra e lo statuto dei lavoratori, ma intanto riempimi la saccoccia. Ho imparato bene la lezione?

P.S.
L'anno scorso pensavo che tu non esistessi, ma poi ho visto Castelli ministro guardasigilli e salvasilvi, la Pidue riabilitata, le balle di Fini su Genova e la corsa a ruffianarsi il ducetto nelle adunate pariolinobrianzole di Leccolandia. E questa bella sinistra di zucchero filato, che aspetta che il cavaliere sostituisca la costituzione con un palinsesto, dove magari, per l'opposizione più moderata, ci sarà un posticino, un divanino, un programmino dopo le quattro di notte. Allora ho capito che c'era posto anche per te, nell'immaginario collettivo. Ti aspetto.

(23 dicembre 2001)
 


mercoledì 4 dicembre 2013

Che bella giornata!





Checco (Checco Zalone), security di una misera discoteca della Brianza, a causa del pericolo di attentati che richiede misure straordinarie per i luoghi a rischio, si ritrova a lavorare come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano. In poco tempo e grazie alle sue spiccate capacità intellettuali che provocano infiniti malintesi, Checco diventa la vera minaccia al patrimonio artistico italiano e presto ci si rende conto di non aver fatto un grande affare ad assumerlo. Ma Checco incontra Farah, una studentessa d'architettura che si finge francese e se ne innamora. Farah in realtà è araba ed è a Milano per portare a termine la sua personalissima vendetta.

Dopo aver visto il film, parleremo in classe del fenomeno dell'immigrazione in Italia e in Spagna, quali sono i problemi nell'attuale società spagnola. 

Come affronta il fim la problematica dell'immigrazione? Ti è piaciuto?

Ti piace il cinema?
Conosci il cinema italiano?

domenica 1 dicembre 2013

Città al cinema

Alcuni film che ritraggono alcune città

Roma città aperta





Miracolo a Milano








 

 L'oro di Napoli




 

 Il bell'Antonio (Catania)

 




Hannibal (Firenze)



)

venerdì 22 novembre 2013

In giro per Firenze

Firenze…

 (foto da internet)

Stazione Santa Maria Novella, progettata all'inizio degli anni ‘30 da un team di architetti guidati da  Giovanni Michelucci, un noto architetto ed urbanista pistoiese. Appena scesi dal treno veniamo invasi dall’inconfondibile odore internazionale di McDonald e dalla miriade di suoni, voci, colori che caratterizzano questa stazione…
Basta attraversare la strada ed eccola: Firenze.

 (foto da internet)
Ci dirigiamo verso il Mercato Centrale o meglio conosciuto come Mercato di San Lorenzo, composto da una parte esterna con centinaia di banchi dove si può trovare di tutto: dall’usato, alle famose giacche di pelle pratesi, ai soliti ninnoli “acchiappa turisti”, e un’altra parte al chiuso dove è possibile comprare qualsiasi genere alimentare: dalla frutta, al pesce, alla famosa bistecca alla fiorentina. Se vi capita di passare dal mercato per ora di pranzo non potete non fermarvi da “Nerbone” dove si mangia il miglior lampredotto di Firenze. Se però trovate il pienone di impiegati in pausa pranzo sappiate che in giro sparsi per la città ci sono numerosi chiostri di “lampredottai”.
(foto da internet)

Ma cos’è questa pietanza dal nome misterioso? Il lampredotto è uno dei quattro stomaci dei bovini (abomaso) che viene cotto a lungo in acqua con pomodori, cipolla, prezzemolo, sedano, sale e pepe. La maniera più amata dai fiorentini di assaporarlo è tagliato a pezzetti come ripieno di un panino toscano non salato (la cui fetta superiore deve essere imbevuta nel brodo del lampredotto stesso), sempre condito con salsa verde, sale, pepe ed opzionalmente anche con un olio piccante.
Curiosità: se vi capita di essere in San Lorenzo verso le 19-19.30 potrete ammirare il silenzio e le strade deserte che segue alla chiusura del mercato. I banchi vengono chiusi e trasportati dentro il mercato chiuso. Sembra impossibile che sia lo stesso posto della mattina.
Lasciandoci alle spalle San Lorenzo ci dirigiamo verso Via Cavour ,una delle strade principali di Firenze. Sulla destra accanto allo storico Liceo Classico Galileo Galilei c’è una bancarella di libri-cd-dvd-fumetti usati. La città è piena di bancarelle e negozi di questo genere ma questa in Via dei Cerretani è sicuramente una delle più fornite e storiche.







(foto da internet)

All’inizio di Via Cavour possiamo ammirare la bellezza di Palazzo Medici Riccardi, sede del consiglio provinciale. Alla fine della via medesima ci troviamo in Piazza San Marco, dominata dalla facciata della chiesa e monastero di S.Marco; da qui, girando a destra, arriviamo a Piazza SS Annunziata, dove si affaccia lo Spedale degli Innocenti del Brunelleschi,il primo orfanotrofio d’Europa. I piccoli venivano lasciati presso la pila dell'acqua santa, posta all'estrema sinistra del porticato, poi sostituita da una ruota girevole in pietra, la cosiddetta "rota", restata in uso fino al 1875. Le madri disperate potevano così appoggiare i loro figli (i gettatelli), girare la ruota e suonare la campanella, facendoli entrare al riparo senza essere viste. Spesso lasciavano delle lettere o dei ricordini insieme ai neonati. Molto frequentemente si trattava di medaglie spezzate, con le quali si sperava di ottenere un ricongiungimento con i figli in tempi migliori. Tutt'ora, nella tradizione di assistenza all'infanzia, ospita due asili nido, una scuola materna, tre case famiglia destinate all'accoglienza di bambini in affido familiare e madri in difficoltà, ed alcuni uffici di ricerca dell'Unicef. Inoltre, con la legge 451/97, l'Istituto è divenuto Centro Nazionale di Documentazione e Analisi sull’Infanzia e l’Adolescenza, punto di riferimento nazionale ed europeo per la promozione della cura dei diritti dell’infanzia.
Attraversiamo la piazza e ci dirigiamo verso Via degli Alfani. Ci stiamo per inoltrare in una delle parti più vecchie della città, nonché nel quartiere ebreo. Questa strada sembra una piccola città dove si possono trovare fruttivendoli,botteghe,panifici… Immancabile la fermata da “Caffèlatte” aperta nel 1920, quando era una latteria autorizzata alla mescita di latte e caffe', e che dal 1984 prepara colazioni anni 50, con ciotole di caffelatte - ovviamente -, pane, burro, marmellata. Appena entrati sembra di essere catapultati direttamente negli anni ’50. Musica jazz in sottofondo,tavoli di legno grezzo, bancone di marmo e l’inconfondibile odore dei mitici dolci fatti dalla signora Maria serviti con la sua mitica crema (che ovviamente è una ricetta segreta, si sa solo che è a base di panna fresca, zucchero e tuorli d’uovo). Nella latteria si possono anche acquistare latte e formaggi freschi prodotti in piccole aziende della campagna fiorentina.

(foto da internet)

Altre mete imperdibili di questa via sono un negozio di dischi esclusivamente vinili, l’equo&solidale, il macrobiotico e il canapaio.
Proseguendo per Via Alfani giriamo a destra e ci dirigiamo verso il mercato di S.Ambrogio in piazza Ghiberti, sicuramente il più vissuto dai fiorentini e quindi il meno turistico. Anche questo è composto da una parte esterna e una interna ma in entrambe vengono venduti generi alimentari. La parte esterna è riservata ai contadini fiorentini: la mattina presto si vedono arrivare con le loro vespine e disporre sul banco quello che il loro campo offre; i colori e i sapori di questi frutti e di queste verdure sono indescrivibili. Nelle strade limitrofe al mercato ci sono numerose fiaschetterie dove è possibile comprare vino toscano sfuso ad ottima qualità e ad ottimo prezzo.
Da Piazza Lavagnini ci dirigiamo verso Borgo Albizi.Se avete voglia di un gelato fermatevi da “Vestri Cioccolato” una piccola bottega artigianale dove l’appagamento di vista-gusto-olfatto sono più che assicurati. I pochi gusti,che cambiano in base alla stagione,non sono esposti come nelle normali gelaterie e questo permette l’omissione di conservanti nel gelato stesso.
Proseguiamo per questa stradina che vi stupirà. Soste consigliate:la cartolibreria ecologica dove potete trovare articoli di Felice Botta,artista fiorentino di oggetti per la didattica (gomme,lapis,quaderni).


(foto da internet)

In una traversa di borgo Albizi si trova una piccola bottega dove una simpatica signora vi inoltrerà nel magico mondo del tè.
Alla fine di Borgo Albizi proseguiamo per Via del Corso sbucando in fine in via dei Calzaiuoli, la più centrale della città che va da Piazza Duomo a Piazza della Signoria. Sorpassandola ci troviamo direttamente in Piazza della Repubblica che rappresenta il “salotto buono” della città con alberghi di lusso e i caffè storici (Caffè Gilli, Paszkowki, punto di incontro dei protagonisti della letteratura e dell'arte degli inizi del secolo come Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Gaetano Salvemini,e infine Caffè Le Giubbe Rosse che fu all’inizio del ‘900 sede fissa dei futuristi fiorentini, trasformandosi in luogo di incontro per letterati e artisti italiani e stranieri. Tutt'oggi interamente coperto da foto, disegni e memorie dei suoi celebri frequentatori).
Dopo aver goduto della bellezza di questa piazza andiamo verso l’Arno,il fiume che attraversa la città: da via Tornabuoni la vista è particolarmente suggestiva: Ponte Santa Trinita, l’unico ponte sopravvissuto alla seconda guerra mondiale. Cercate di trovarvi lì durante il tramonto quando il fiume si trasforma in oro e si può godere della bellezza di Ponte Vecchio e della città intera.



(foto da internet)

Tornando a Via Tornabuoni vi potete perdere nelle stradine dei dintorni, che sono veramente deliziose. Inoltre si possono trovare le tipiche trattorie fiorentine come il “ristorante delle Belle Donne”, “Da Latini”,”CocoLezzone”  dove poter gustare i tipici piatti della cucina fiorentina, come la ribollita, la pappa al pomodoro, le pappardelle, la trippa, i fagioli all’uccelletto ecc..
Passando il ponte Santa Trinita ci troviamo nel quartiere d’Oltrarno, quartiere vissuto particolarmente di notte. Per l’aperitivo la libreria “La Citè” dove vengono organizzate mostre, dibattiti interessanti e musica dal vivo.

La sera soprattutto in estate la zona più vissuta è Piazza Santo Spirito,sempre animata da ragazzi e ragazze, musica, artisti di strada…

mercoledì 16 ottobre 2013

La storia di Anaïs



(foto di Anaïs)


Questa ragazza è diventata molto famosa!!!!
 
Lei è Anais Condello. È la ragazza che ha rubato il cuore del nostro Principe Felipe. Il Principe Felipe ha manifestato l'intenzione di divorziare da Letízia Ortiz e che vuole risposarsi con Anais, di 24 anni, impiegata in una ditta telefonica.
 
Come possiamo vedere, la ragazza è molto bella, e secondo noi più di Letízia. 
di Igor 1NI A

mercoledì 9 ottobre 2013

La storia di Antonio


(foto di Antonio)
 
 
VI SENTITE PERSI? NON SAPETE COSA FARE CON LA VOSTRA VITA? 

Venite a conoscere Toni! L'uomo che vi leggerà il futuro e vi consiglierà cosa fare. 

Lui ha aiutato persone che si erano veramente perse come Cristiano Ronaldo che voleva diventare un monaco e a cui Toni ha indirizzato verso il mondo del calcio. Anche David Bisbal, lui voleva essere giocatore di tennis e Toni l'ha introdotto nel mondo della musica... 

Se volete avere SUCCESSO, NON PERDETE PIÙ TEMPO! 
di Laura 1NI B


lunedì 7 ottobre 2013

Benvenuti a casa Ba




 IN ITALIA. L’Italia e l’Italiano per stranieri”,  è un progetto pilota per l’istruzione degli stranieri in Italia, nato dalla collaborazione tra Rai Educational e il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. ¨In Italia è un programma televisivo in quattro serie da 20 puntate ciascuna, organizzato in rubriche.

 L’italiano come idioma per una nuova cittadinanza attiva e non più lingua dell’emergenza: questo è  l’obiettivo di un’offerta formativa per un futuro cantiere di cittadinanze, un pacchetto di prodotti modulari e sperimentali finalizzato all’acquisizione di competenze di base dell’italiano parlato e scritto, destinato ad adulti e giovani adulti.

 PRIMA SERIE

- una docu-fiction con il grand tour della famiglia Ba in venti città d’arte della provincia italiana alla scoperta delle ricchezze artistiche e paesaggistiche, delle curiosità e delle tradizioni ma anche dei servizi e delle opportunità di vita e di lavoro;

- Le parole dell’Italiano, una scheda di riepilogo linguistico-grammaticale curata da Giuseppe Patota, ordinario di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Siena e Arezzo. Gli interventi di questa serie si uniformano al livello A1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, con qualche anticipazione del livello A2;

- La Bussola per orientarsi nei contesti presentati nella docu-fiction: un viaggio documentato tra i servizi e le opportunità del sistema-Italia;

- Cartoline dall’Italia, un’agile guida per conoscere il territorio e le sue risorse culturali.

SECONDA SERIE
- una docu-fiction in cui continua il grand tour della famiglia Ba, in visita nei venti capoluoghi di regione. Ora, con i quattro protagonisti troviamo anche Karim, il fidanzato algerino di Anna e un amico di Fela, l’argentino Luis. Tra le novità della serie, spiccano alcuni riferimenti al mondo di Dante Alighieri e della Divina Commedia, che Fela, divenuto studente universitario, impara a conoscere;

- Le parole dell’Italiano, una scheda di riepilogo linguistico-grammaticale curata da Giuseppe Patota, ordinario di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Siena e Arezzo. Gli interventi di questa serie si uniformano al livello A2 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue, con qualche anticipazione sul livello B1 e riprese del livello A1;

- Le parole della Costituzione, rubrica dedicata alla nostra Carta Costituzionale, curata da Armando Lamberti, ordinario di Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Salerno. Gli interventi ricostruiscono una mappa dei diritti e dei doveri del cittadino alla luce dei principi fondamentali della Costituzione italiana;

- La Bussola per orientarsi nei contesti presentati nella docu-fiction: un viaggio documentato tra i servizi, le informazioni e le opportunità del sistema-Italia;

- Cartoline dall’Italia, un’agile guida per far conoscere il territorio e le sue risorse culturali.

TERZA SERIE

La docu-fiction diventa in questa edizione la docu/sit-com Benvenuti in casa Ba!. La famiglia Ba abita ora in un condominio multietnico ed è più numerosa grazie all'arrivo del piccolo Mansur. Alle vicende quotidiane, affetti, occasioni, progetti dei nostri protagonisti, si accompagnano le storie dei loro vicini di casa, in particolare di Tania e Cesaria, e dei loro amici, Karim, Luis e Lucia. Ogni storia è un pretesto per trattare temi legati alla sicurezza sul lavoro e in casa, all’ambiente, ai diritti e ai doveri del cittadino: un itinerario, attraverso gli snodi indispensabili alla costruzione di una cittadinanza attiva e responsabile, non soltanto in una dimensione nazionale, ma anche europea. La serie presenta altre novità: i Ba hanno modo di incontrare personaggi stranieri di spicco residenti nel nostro Paese scelti in vari ambiti: Billo Thierno Thiam, Zeudi Araya, Aminata Fofana, Marcia Theophilo, H.H.Lim, Heinz Beck, Maria de Lourdes Jesus, Rashid Benadj, Alon Altaras, Guillermo Mariotto, Fatou Kine Boye, Edoardo Winspeare, Javier Girotto, Eric Jozsef, Josuke Taki, Aldo Morrone, Mvula Sungani, Marta Czok e, infine, Franco Pittau, responsabile del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes.


Ogni puntata, infine, si arricchisce di una suggestione ispirata a I Promessi sposi di Alessandro Manzoni, che rivediamo in schegge televisive tratte dallo storico sceneggiato diretto da Sandro Bolchi nel 1967.

- Le parole dell’Italiano, il consueto approfondimento linguistico-grammaticale affidato alle unità didattiche di Giuseppe Patota, ordinario di Linguistica italiana presso l’Università degli Studi di Siena e Arezzo. Gli interventi di questa serie si uniformano al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue;

- La Bussola, rubrica ampliata e dedicata in questa serie all’orientamento del cittadino nel dedalo dei diritti e dei doveri in Italia e in Europa.

QUARTA SERIE

- In questa serie continuano le storie della famiglia Ba nella docu/sit-com Benvenuti in casa Ba! Le storie dei Ba, dei loro amici vecchi e nuovi e delle persone che incontrano sulla loro strada, toccano nuovi temi e guardano con attenzione all’Europa e al Mediterraneo. Olga, Salif, Anna, Fela e Mansur sono alle prese con nuove idee: Salif pensa a un progetto di turismo responsabile da realizzare grazie a una cooperazione tra Senegal e Italia e, per attuarlo, si reca nel suo Paese con Mansur. Olga continua il suo lavoro di giornalista impegnata nei grandi temi legati al dialogo tra culture e, insieme a Giulio, approfondisce il legame tra l’Europa e l’area mediterranea. Anche Fela riflette su questi temi, preparando la sua tesi su Léopold Sédar Senghor che lo avvicina ancora di più alla sua origine africana. Anna e Karim sono alle prese con la ricerca del lavoro: Anna parte per sei mesi, assunta in Svizzera per progettare case ecocompatibili e Karim cerca un nuovo lavoro senza trovarlo. Salif lo coinvolge nel suo progetto trovando nel ragazzo un ottimo collaboratore. Nel condominio multietnico dei Ba, oltre ai vicini-amici già conosciuti, Tania e Cesaria, arriva anche Teresa, una simpatica professoressa che diventa immediatamente amica di Olga, portando nella serie un’ulteriore riflessione sull’importanza della scuola per l’integrazione tra stranieri e italiani.

Oltre a Luis, Lucia, Valeria e Lorenzo, altri nuovi giovani amici entrano nella vita di Anna e Fela: Yan e Chen, due ragazzi cinesi alle prese con l’apprendimento della lingua italiana, e Lavinia, la simpatica vigile di quartiere.

Questa serie, in paricolare, si caratterizza per la ricchezza degli incontri dei Ba con personaggi che lavorano per costruire una società interculturale, stranieri di spicco residenti nel nostro Paese ma anche italiani impegnati sul fronte dell’intercultura: Paolo Morozzo della Rocca, Giuseppe Roma, Ian Ssali, Emilio Porcaro, Mbiye Diku, Benoit Kuevi, Ingy Mubiayi, Bijian Zarmandili, Oliviero Forti, Amara Lakhous, Laura Boldrini, Mohsen Kasirossafar, Masal Pas Bagdadi, Shukri Said, Anilda Ibrahimi, Ardishir Shojai Kaveh, Saloua Nasfi, Margarita Perea Sanchez, Safet Mulaj e Franco Rizzi.

In ogni puntata di Benvenuti in casa Ba! Un personaggio racconta il suo passato, evidenziando le luci e le ombre che caratterizzano ogni storia di immigrazione. Inoltre, per celebrare i 150 dell’Unità d’Italia, la nostra sit-com si è arricchita di una riflessione su un momento così fondamentale della nostra storia guardandolo con gli occhi di uno straniero che vuole approfondire la conoscenza del Paese in cui ha scelto di vivere.

- Le parole dell’italiano, rubrica condotta e ideata come di consueto da Giuseppe Patota, mira a consolidare le competenze acquisite nelle edizioni precedenti, approfondendo gli aspetti linguistico-grammaticali relativi al livello B1 del Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue con aperture al livello B2. La rubrica presenta, inoltre, un’interessante novità: una piccola storia della lingua italiana.

- La Bussola, rubrica di Rosa Sciatta, si arricchisce ulteriormente di temi legati al vivere quotidiano nella legalità nel nostro Paese, in un’ottica storica e in una attuale, di orientamento ai diritti e ai doveri. Una notevole quantità di ipertesti costituisce un ulteriore approfondimento tecnico.

- Il sito web, oltre alle puntate integrali in video-streaming e agli esercizi per verificare l’apprendimento, presenta alcune novità: un aggiornamento delle schede di approfondimento su alcuni temi sociali trattati all’interno della sit-com per Orientarsi nella Cittadinanza e il gioco interattivo, divertente strumento aggiuntivo di lavoro e di verifica delle competenze.

Oggi ci serve per ripetere i pronomi combinati!!!

lunedì 30 settembre 2013

Miguel Bosé a Che tempo fa



Estate

Vedo ____ in _____
che hanno la forma delle cose che _________
mi viene un po’ di ________
se penso che le cose poi non _____________ mai
come sono all’________
2013, un nuovo _________
Se non avessi voluto cambiare
oggi _______ allo stato ________

Mi _________
mi __________
tra le ____________del _____________
con le ________ ci _________ una _________
e tutti i sensi ________ sento
più ________________
più vivi
come se fossi un’_____________ sul _____________
che riceve ______________ da un mondo _____________

Sento il ___________dentro una _________________
estate
_______________è un _____________ di ______________
sento il ___________dentro una _____________________
estate
l’________________è un _____________ di _______________

Faccio _________di _____________ e poi le ______________ nel disco per ripartire
non li _________________ mai
il ___________ è ______________ nel bene e nel male
Come un _______________ di _______________
costruito _________     ___________ del mare
niente __________ per sempre nel tempo __________________
e meno male

Mi _________
mi __________
tra le ____________del _____________
con le ________ ci _________ una _________

__________ con i libri di scuola
______________, per ora
inclinato come l’_____________ terrestre
Voglio __________________ il ________________
______ il ___________________ del prossimo trimestre

sento il ___________dentro una _____________________
estate
l’________________è un _____________ di _______________

Come un'_________________________ la vita mia
__________________intorno a un ______________ di _________________
______________il tuo ______________________
che mi _______________________
è una ___________________   nuova

sento il ___________dentro una _____________________
estate
l’________________è un _____________ di _______________

E tutto il mondo è la mia _____________________
famiglia
Estate
Estate

Ma che _______________
Ma _____________ caldo
Ma che caldo ________________________
Ma che caldo in questa ________________

Ma che _______________
Ma _____________ caldo
Ma che caldo ________________________
Ma che caldo in questa ________________

sabato 28 settembre 2013

Whisky Soda and Rock and Roll

(foto da internet)

La lingua è sempre un argomento di interesse: la penisola è una babele di dialetti, e non è un caso che una buona parte degli italiani propenda per il dialetto al momento della comunicazione. 
Italia e italiani a parte, oggi, vogliamo riflettere su alcune parole che sono state prestate all’Italia da sua maestà la Lingua Inglese. Le parole sono fatte per essere capite è vero, così come è vero che nell’uso quotidiano si tende a semplificare il messaggio in nome della comunicazione. Scompaiono migliaia di parole, scalzate da inglesismi o americanismi, da termini del linguaggio informatico e tecnologico, dalla cultura del "blog" e del "sms", del "chat" e del "messenger".

La lingua delle tre corone sta subendo un vero e proprio terremoto!
Guardate un po’ queste frasi:

1. Il prossimo week-end andremo negli States: lascio i bambini con la babysitter e mia madre con la colf. Abbiamo trovato posto in un volo low cost con la chance di fare il check-in on-line in un qualsiasi computer dell’aeroporto o chiamando il call-center. Poi una hostess o uno stewart ci daranno la boarding-card e ci informeranno da quale gate ci imbarcheremo.


2.Il team italiano ha deciso di prendersi un break: si sono presi un po’ di relax in compagnia di alcune teen-ager sexy, molte delle quali erano stagiste dei network internazionali .

3.Un vero e proprio shock: le new, almeno secondo gli ultimi exit poll, danno Angela Maekel in netto vantaggio. I media hanno intervistato il premier italiano per analizzare la situation.

4.Non ho con me il documento, ma se vuoi te lo mando per e-mail. Ti mando anche la url del website. Mi raccomando presta attenzione ai link! In attachment ti invio anche la foto. Per qualsiasi dubbio mandami un sms. Ci teniamo in contatto via chat!


5.L’ultimo workshop di design ha consacrato il made in Italy

6. Uauu! Finalmente ho fatto un break e sono andata a fare shopping! Mi sono fatta un guardaroba davvero trendy, ma per una shop-addicted come me, è quasi una necessità! Ho comprato delle sneaker dal look urban style carinissime; un parka lurex, dei golf di cashmere e dei blazer in. Ovviamente non ho resistito a un bomber Moncler ciclamino ad hoc per il mio nuovo hobby: lo slow sky. Insomma un look sportswear wearable ovunque. Ah, ho persino acquistato degli slip  all'ultimo grido!

Ancora il sogno americano! E adesso ascoltate la canzone di Renato Carosone Tu vuo’ fa l’americano: dal dialetto all’inglese e viceversa, l’italiano è un optional !!!

martedì 24 settembre 2013

L'alfabeto della scuola




Ricordiamo l'alfabeto e ripetiamo un po' il lessico della scuola.
Cercate di scrivere le parole che ascoltate!


lunedì 23 settembre 2013

Materiale didattico

(foto da internet)


Il libro di testo è Espresso 3

Faremo le prime cinque unità.

I libri di lettura sono Seta di Alessandro Baricco


(foto da internet)

e Marcovaldo di Italo Calvino



(foto da internet)

Buona lettura!

Benvenuti

(foto da internet)

Benvenuti al corso d'italiano 1NI

Il blog sarà il nostro compagno di viaggio per le lezioni d'italiano durante il corso 2013-2014.

Vi auguro di trascorrere un piacevole anno di studio della lingua italiana.

Siete tutti invitati a postare.