Firenze…
(foto da internet)
Stazione Santa Maria Novella, progettata
all'inizio degli anni ‘30 da un team di architetti guidati da Giovanni Michelucci, un noto architetto ed
urbanista pistoiese. Appena scesi dal treno veniamo invasi dall’inconfondibile
odore internazionale di McDonald e dalla miriade di suoni, voci, colori che
caratterizzano questa stazione…
Basta attraversare la strada ed
eccola: Firenze.
(foto da internet)
Ci dirigiamo verso il Mercato
Centrale o meglio conosciuto come Mercato di San Lorenzo, composto da una parte
esterna con centinaia di banchi dove si può trovare di tutto: dall’usato, alle
famose giacche di pelle pratesi, ai soliti ninnoli “acchiappa turisti”, e
un’altra parte al chiuso dove è possibile comprare qualsiasi genere alimentare:
dalla frutta, al pesce, alla famosa bistecca alla fiorentina. Se vi capita di
passare dal mercato per ora di pranzo non potete non fermarvi da “Nerbone” dove
si mangia il miglior lampredotto di Firenze. Se però trovate il pienone di
impiegati in pausa pranzo sappiate che in giro sparsi per la città ci sono
numerosi chiostri di “lampredottai”.
(foto da internet)
Ma cos’è questa pietanza dal
nome misterioso? Il lampredotto è uno dei quattro stomaci dei bovini (abomaso)
che viene cotto a lungo in acqua con pomodori, cipolla, prezzemolo, sedano,
sale e pepe. La maniera più amata dai fiorentini di assaporarlo è tagliato a
pezzetti come ripieno di un panino toscano non salato (la cui fetta superiore
deve essere imbevuta nel brodo del lampredotto stesso), sempre condito con
salsa verde, sale, pepe ed opzionalmente anche con un olio piccante.
Curiosità: se vi capita di essere in San Lorenzo
verso le 19-19.30 potrete ammirare il silenzio e le strade deserte che segue
alla chiusura del mercato. I banchi vengono chiusi e trasportati dentro il
mercato chiuso. Sembra impossibile che sia lo stesso posto della mattina.
Lasciandoci alle spalle San Lorenzo ci dirigiamo
verso Via Cavour ,una delle strade principali di Firenze. Sulla destra accanto
allo storico Liceo Classico Galileo Galilei c’è una bancarella di libri-cd-dvd-fumetti
usati. La città è piena di bancarelle e negozi di questo genere ma questa in
Via dei Cerretani è sicuramente una delle più fornite e storiche.
(foto da internet)
All’inizio di Via Cavour possiamo ammirare la
bellezza di Palazzo Medici Riccardi, sede del consiglio provinciale. Alla fine
della via medesima ci troviamo in Piazza San Marco, dominata dalla facciata
della chiesa e monastero di S.Marco; da qui, girando a destra, arriviamo a
Piazza SS Annunziata, dove si affaccia lo Spedale degli Innocenti del
Brunelleschi,il primo orfanotrofio d’Europa. I piccoli venivano lasciati presso
la pila dell'acqua santa, posta all'estrema sinistra del porticato, poi
sostituita da una ruota girevole in pietra, la cosiddetta "rota",
restata in uso fino al 1875. Le madri disperate potevano così appoggiare i loro
figli (i gettatelli), girare la ruota e suonare la campanella, facendoli
entrare al riparo senza essere viste. Spesso lasciavano delle lettere o dei
ricordini insieme ai neonati. Molto frequentemente si trattava di medaglie
spezzate, con le quali si sperava di ottenere un ricongiungimento con i figli
in tempi migliori. Tutt'ora, nella tradizione di assistenza all'infanzia,
ospita due asili nido, una scuola materna, tre case famiglia destinate
all'accoglienza di bambini in affido familiare e madri in difficoltà, ed alcuni
uffici di ricerca dell'Unicef. Inoltre, con la legge 451/97, l'Istituto è
divenuto Centro Nazionale di Documentazione e Analisi sull’Infanzia e
l’Adolescenza, punto di riferimento nazionale ed europeo per la promozione
della cura dei diritti dell’infanzia.
Attraversiamo la piazza e ci dirigiamo verso Via
degli Alfani. Ci stiamo per inoltrare in una delle parti più vecchie della
città, nonché nel quartiere ebreo. Questa strada sembra una piccola città dove
si possono trovare fruttivendoli,botteghe,panifici… Immancabile la fermata da
“Caffèlatte” aperta nel 1920, quando era una
latteria autorizzata alla mescita di latte e caffe', e che dal
1984 prepara colazioni anni 50, con ciotole di caffelatte - ovviamente -, pane, burro,
marmellata. Appena entrati sembra di essere catapultati direttamente negli anni
’50. Musica jazz in sottofondo,tavoli di legno grezzo, bancone di marmo e
l’inconfondibile odore dei mitici dolci fatti dalla signora Maria serviti con
la sua mitica crema (che ovviamente è una ricetta segreta, si sa solo che è a
base di panna fresca, zucchero e tuorli d’uovo). Nella latteria si possono
anche acquistare latte e formaggi freschi prodotti in piccole aziende della
campagna fiorentina.
(foto da internet)
Altre mete imperdibili di
questa via sono un negozio di dischi esclusivamente vinili, l’equo&solidale,
il macrobiotico e il canapaio.
Proseguendo per Via
Alfani giriamo a destra e ci dirigiamo verso il mercato di S.Ambrogio in piazza
Ghiberti, sicuramente il più vissuto dai fiorentini e quindi il meno turistico.
Anche questo è composto da una parte esterna e una interna ma in entrambe
vengono venduti generi alimentari. La parte esterna è riservata ai contadini
fiorentini: la mattina presto si vedono arrivare con le loro vespine e disporre
sul banco quello che il loro campo offre; i colori e i sapori di questi frutti
e di queste verdure sono indescrivibili. Nelle strade limitrofe al mercato ci
sono numerose fiaschetterie dove è possibile comprare vino toscano sfuso ad
ottima qualità e ad ottimo prezzo.
Da Piazza Lavagnini ci
dirigiamo verso Borgo Albizi.Se avete voglia di un gelato fermatevi da “Vestri Cioccolato”
una piccola bottega artigianale dove l’appagamento di vista-gusto-olfatto sono
più che assicurati. I pochi gusti,che cambiano in base alla stagione,non sono
esposti come nelle normali gelaterie e questo permette l’omissione di
conservanti nel gelato stesso.
Proseguiamo per questa
stradina che vi stupirà. Soste consigliate:la cartolibreria ecologica dove
potete trovare articoli di Felice Botta,artista fiorentino di oggetti per la
didattica (gomme,lapis,quaderni).
(foto da internet)
In una traversa di
borgo Albizi si trova una piccola bottega dove una simpatica signora vi
inoltrerà nel magico mondo del tè.
Alla fine di Borgo Albizi
proseguiamo per Via del Corso sbucando in fine in via dei Calzaiuoli, la più
centrale della città che va da Piazza Duomo a Piazza della Signoria. Sorpassandola
ci troviamo direttamente in Piazza della Repubblica che rappresenta il “salotto
buono” della città con alberghi di lusso e i caffè storici (Caffè Gilli, Paszkowki, punto
di incontro dei protagonisti della letteratura e dell'arte degli inizi del
secolo come Giovanni Papini, Ardengo Soffici, Gaetano Salvemini,e infine Caffè
Le Giubbe Rosse che fu all’inizio del ‘900 sede fissa dei futuristi fiorentini,
trasformandosi in luogo di incontro per letterati e artisti italiani e
stranieri. Tutt'oggi interamente coperto da foto, disegni e memorie dei suoi
celebri frequentatori).
Dopo aver goduto della bellezza di questa piazza
andiamo verso l’Arno,il fiume che attraversa la città: da via Tornabuoni la
vista è particolarmente suggestiva: Ponte Santa Trinita, l’unico ponte
sopravvissuto alla seconda guerra mondiale. Cercate di trovarvi lì durante il
tramonto quando il fiume si trasforma in oro e si può godere della bellezza di
Ponte Vecchio e della città intera.
(foto da internet)
Tornando a Via Tornabuoni vi potete perdere nelle stradine dei dintorni, che sono veramente deliziose. Inoltre si possono
trovare le tipiche trattorie fiorentine come il “ristorante delle Belle Donne”,
“Da Latini”,”CocoLezzone” dove poter
gustare i tipici piatti della cucina fiorentina, come la ribollita, la pappa al
pomodoro, le pappardelle, la trippa, i fagioli all’uccelletto ecc..
Passando il ponte Santa Trinita ci troviamo nel
quartiere d’Oltrarno, quartiere vissuto particolarmente di notte. Per
l’aperitivo la libreria “La Citè ”
dove vengono organizzate mostre, dibattiti interessanti e musica dal vivo.
La sera soprattutto in estate la zona più vissuta
è Piazza Santo Spirito,sempre animata da ragazzi e ragazze, musica, artisti di
strada…
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