lunedì 3 marzo 2014

Carnevale

Un po' di storia del Carnevale


 

Carnevale di Venezia: Volo dell'Angelo e Volo dell'Aquila

Carnevale di Viareggio

Carnevale di Ivrea

Carnevale in Sardegna

Carnevale vecchio e pazzo
s' venduto il materasso
per comprare pane, vino,
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli  cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all'improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Cosi' muore il Carnevale
e gli fanno il funerale:
dalla polvere era nato
e di polvere  tornato.
Gabriele D'Annunzio 





Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell'allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perch i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l'assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia
un coriandolo di Carnevale.
Gianni Rodari

E da mangiare

Buon divertimento!

lunedì 6 gennaio 2014

VIAGGIO CHE FACEMMO IN TOSCANA

Io vorrei parlare di un viaggio che feci, molti anni fa, con mio fratello. Fu un viaggio davvero indimenticabile per due motivi, il primo motivo perché mai eravamo stati in Italia e il secondo perché andammo in Toscana.

Non posso descrivere la bellezza di questa regione, i suoi paesaggi, i suoi monumenti. Visitammo tre città: Firenze, Siena e Pisa. Il primo giorno andammo a fare una passeggiata in centro città e restammo senza parole. É una città affascinante, splendida. Tutti e due vedemmo il Ponte Vecchio, il Palazzo Pitti e andammo a mangiare in un ristorante molto carino con un fantastico cibo tipico della zona. Ma, devo dire, che non fu la città che più mi piacque. La città che veramente mi lasciò attonita fu Siena. 

Si trova all´interno della provincia di Siena e confina al nord con Firenze e all´ovest con Pisa. Sembra di essere nella civiltà medievale, tutte le sue strade sono di pietra e tutta la città è patrimonio storico. L´unica cosa che non potemmo vedere fu il celebre "Palio di Siena" che si fa in agosto.

Per finire, l´ultimo giorno prima di ritornare in Spagna, visitammo la città di Pisa. Quando ci avvicinammo alla Piazza dei Miracoli, il nostro viso riflette la bellezza splendida di tutti i monumenti che erano di fronte a noi. Facemmo un giro per questa piazza e visitammo la Cattedrale, il Battistero, il Campo Santo e il Campanile.

Noi abbiamo molta voglia di ritornare in Toscana al più presto.

lunedì 16 dicembre 2013

I mostri della Notte di Natale

Un altro testo dello scrittore Stefano Benni sulle tradizioni natalizie:

(foto da internet)



Che Natale sarà? Un po' felice e un po' impaurito. Sembra che tutti si siano accorti che la Terra è in pericolo, anche se i tecnocrati ecofagi penecefali riuniti all'Aja, hanno riaffermato che per prima cosa bisogna salvare gli equilibri politici ed economici del mondo, e poi il mondo.
Un po' come dire che il mondo è la più grande e pregiata delle materie prime. Una ventata di eco-paura ha scompigliato i Media, più per presa di audience che per presa di coscienza.
Figuriamoci l'asse Rai-Fininvest, ormai così finto e impaurito dalla realtà da affidare la cosiddetta «Tv verità» ad attori e burattini.

I servizi dei telegiornali oscillavano tra gli effetti speciali dei film-catastrofe, e fiabe in cui una voce flautata raccontava: «Ci sono cinque gas assai nocivi all'uomo sospesi nell'atmosfera...». Ah sì, pensava il giovane spettatore, e chi li ha sospesi, il preside? Ha scoreggiato Godzilla? Dell'emergenza ambientale si è accorto anche Rutelli, che sotto elezioni è diventato improvvisamente verde, tanto che invece di Cicciobello ora lo chiamano Hulk. Nessun segno di vita, invece, dal cranio tricointermittente del Pataccaro, per cui il futuro dell'universo coincide col futuro dei suoi interessi, e se la temperatura dell'oceano si alza, lui c'ha la piscina. Ma ci sono cose più importanti della catastrofe climatica, come ad esempio proibire i preservativi e i sillabari filomarxisti.
E se ne fregano soprattutto gli americani, la cui solida democrazia vacilla nello scontro tra due cretini e duecento avvocati. Gli Usa sanno benissimo di essere i maggiori inquinatori del mondo e perciò vogliono comprare fette di pianeta da riempire di gas e veleni. Una bella visione solidale e sistemica. Che i tornadi siano con loro.
Ma basta coi cattivi pensieri: non c'è inflazione, devoluzione o alluvione che possa fermare i doni di Natale, questa Festa durante la quale finalmente possiamo comprare in una settimana tutto ciò di cui non abbiamo bisogno il resto dell'anno. Ecco per voi i tipi più singolari di donatori natalizi.


L'ansioso. Soggetto che entra in ansia da regalo con largo anticipo, a volte dal ventisei dicembre dell'anno prima. Ci tiene a far bella figura, ed è terrorizzato dall'idea di dimenticare qualcuno, o di sbagliare regalo. La vacanza natalizia è il suo periodo di maggior lavoro. Compila elenchi di persone e doni da abbinare. Già verso novembre inizia i primi acquisti. Misura di nascosto l'impronta di un sedere su un divano perché deve regalare dei pantaloni. Entra di notte in casa dell'amico e gli fotografa l'armadio con le cravatte. Telefona agli amici del figlio per sapere che regali vuole suo figlio che deve a sua volta telefonare a tutti gli amici per dire che regalo devono dire, e il risultato finale è un regalo all'Omnitel.
Potete vedere l'ansioso, la settimana prima di Natale mentre gira per negozi con una serie di dossier, tariffari e cataloghi. La sua richiesta può essere terribilmente precisa. Una gonna scozzese verde e gialla per una signora che ha le chiappe asimmetriche. Un libro per un signore che ha due e mezzo di miopia, preferisce le copertine coi fiori, ha una passione per i cavalli e vuole che le storie finiscano bene. L'autore? Faccia lei. Quando finalmente l'ansioso arriva al fatidico ventiquattro sera, carica un quintale di regali sul portapacchi, sale in auto e stremato si addormenta nel garage. Si sveglia la mattina del ventisei. Nessuno in famiglia lo saluterà per un anno.

Il ritardatario. È l'opposto dell'ansioso. Si muove solo un giorno prima e in un pomeriggio pretende di comprare tutti i regali, fende la folla a gomitate, insulta i commmessi, ruba orsacchiotti ai bambini, urla «ma che cazzo ci fa in giro tutta questa gente!». In due ore esaurisce gli acquisti. Per questa sua fretta, il ritardatario è quasi sempre monotematico. Cioè, accappatoio rosso per tutti, vaso portafiori per tutti, dentiere per tutti, compresi i bambini.
L'antinatalizio. Inizia un mese prima a martellare la frase «quest'anno non faccio regali, e guai a voi se mi fate un regalo, basta col consumismo». Dopo questo diktat, ecco cosa può accadere.
a) L'anti tiene duro, non fa regali a nessuno ma tutti gli fanno un regalo e lui, sotto sotto, sente di aver fatto una figura di merda.
b) L'anti tiene duro, non fa regali a nessuno, nessuno gli fa un regalo e lui ci rimane male e fa l'offeso.
c) L'anti cambia idea, fa regali a tutti, nessuno gli fa regali rispettando il suo antico volere, e lui si incazza perché l'hanno preso sul serio.
d) L'anti fa il regalo solo al piccolo Sergino, un etto di caramelle, e il piccolo Sergino glielo tira in faccia.

Il riciclatore. Pericolosissimo. Non si sa se agisca per parsimonia o vizio atavico. Ma riciclare i regali ricevuti è più forte di lui. Anche se è un abile incartatore e infiocchettatore, finisce inevitabilmente smascherato. I suoi errori più comuni: regalare una statuetta giapponese alla stessa persona che gliel'ha regalata il Natale prima. Regalare alla fidanzata di nome Adele un libro con la dedica «al mio bel porcone la sua Cinzia». Regalare agende del 1997, oppure con la scritta «La banca Romagnola fa i migliori auguri ai suoi clienti».
L'impacchettatore. A questo tipo di donatore non interessa il regalo ma la confezione. Passa ore e ore a manovrare fogli di carta lucida, nastri, pigne dorate, neve sintetica, palline di vetro, muschi e licheni. Confeziona statoloni di ogni forma e colore, è capace di stare tre ore a pensare come impacchettare un ombrello senza che sembri un ombrello impacchettato. Il risultato finale è che in quella confusione di nastri e carte, non sa più di chi sono i regali. Accadono piacevoli scambi: sci di due metri e mezzo per il piccolo Sergino, una confezione di Viagra per il cane, un osso per lo zio, un reggicalze per il padre, una pipa per la mamma, un cazzo di gomma per la nonna e i ferri da calza per il fratello.

Il gastronomo. Regala solo roba da mangiare. Compra ad esempio una mortadella di venti chili. Poi pensa che è troppo grande ed è meglio dividerla in due regali. Mentre la divide, ne mangia cinque chili. Poi, in un attacco di tirchieria, ci fa sei regali e sei mortadelline. Ne mangia quattro. Si accorge che adesso il regalo è alquanto misero e, per il nervosismo, mangia le ultime due. Si presenta a mani vuote e, al pranzo natalizio, vomita appena arriva in tavola la mortadella.

Lo snob. Costui non fa regali né li riceve. Snobba anche il cenone. Raramente fa l'albero o il presepe. Di questi individui insensibili ce ne sono parecchi, ad esempio, in Zaire, in Bangladesh e in Sudamerica.

Il tradizionale, o Veronatale. Il più pericoloso di tutti. Per lui a Natale bisogna rispettare scrupolosamente ogni rito e tradizione. Già la settimana prima inizia a controllare la casa dove avverrà lo scambio di doni. Se non c'è l'albero, lo porta lui e lo arreda, se non c'è il presepe, lo fa, se il padrone di casa è ateo, nasconde la grotta di Betlemme nel freezer, l'importante è che ci sia. Inizia a massacrare tutti con telefonate del tipo «mi raccomando non regalare una vestaglia a mamma che gliela regalo io, e non scordarti il bambolotto a Serena perché io le regalo la sciarpina». Pedina di nascosto i parenti per accertarsi che facciano gli acquisti giusti. Controlla anche il Natale dei limitrofi, ad esempio si fa mandare una polaroid del presepe dalla famiglia della fidanzata, o telefona al suo dentista chidendogli perché non ha ancora comprato il panettone.
Sceglie il menù della cena. Si presenta con un centrotavola natalizio formato da un bosco di abeti, grappoli di palle e una candela alta un metro che, accesa, ammorba l'aria. Da questa abetaia escono spesso scoiattoli che rubano la frutta. Obbliga i bambini a leggere la poesia, i grandi a cantare Silent night, il nonno a raccontare il Natale sotto le bombe.
Tiene tutti inchiodati a tavola fino a mezzanotte. A mezzanotte, distribuisce lui i regali uno alla volta. Ogni volta il donatore deve spiegare i motivi profondi della sua scelta, e il ricevente deve esternare con un breve discorso la sua gratitudine. Ogni venti regali si canta Astro del Ciel e si mangia un torrone. In una famiglia di dieci persone, questo tipo di distribuzione può durare fino alle sei di mattina. All'alba, se il Veronatale è religioso, trascina tutti a messa, se è laico li costringe a fare un giro in slitta. Se c'è neve bene, se no si va sull'asfalto. Per difendersi da questo pericoloso individuo, alcune famiglie passano le festività in baite di montagna o, chi può, sulle isole tropicali, ma il Veronatale non demorde. Se vedete sull'aereo per i Caraibi un uomo con un albero di Natale e una valigia di panettoni, sappiate che è un Veronatale che sta per colpire a distanza.
E Dio non voglia che, per un ritardo, dobbiate passare il Natale in volo con lui.

venerdì 13 dicembre 2013

Il regalo più grande

Il regalo che vorrei

Vi proponiamo una lettera alquanto differente dello scrittore Stefano Benni a Babbo Natale:
(foto da internet)



Caro Babbo Natale, sono un bambino italiano medio e ti spedisco la consueta letterina per i regali. Ti avverto subito che il tono sarà diverso da quello degli anni passati, ma viviamo tempi difficili e mi sono dovuto adeguare: comunque, leggila con attenzione. Anzitutto ti prometto che non sarò buono. Buono è un termine adatto a una telenovela, a una partita del Cuore, a un lacrimatoio in diretta tivù. Ma una bontà senza telecamere e senza Auditel è fatica inutile. 


Non ti dico neanche che sarò onesto e corretto, perché mi giocherei la carriera parlamentare. Per prima cosa, quindi, non ti chiedo perdono dei peccatucci commessi. Sì, ho rubato qualche lira dal portafoglio di papà, ma ti prometto che non lo farò più. Dal prossimo anno ruberò solo euro. Ho usato il rossetto al silicone di mamma sul cane e l'ho quasi trasformato in un tapiro. Ho sostituito il calendario di Frate Indovino del nonno col calendario di Martina Colombari e non sono neanche andato a trovarlo nel reparto rianimazione. 

Ho corrotto il bidello per una piccola modifica costituzionale: gli ho fatto cambiare i miei voti nel registro. Ho investito uno in motorino e non mi sono fermato, ma avrei fatto tardi a scuola. Ebbene sì, qualche carognata l'ho fatta, ma come dice un paleovinile dei tuoi tempi, "nessuno mi può giudicare". Tu vieni da un nevoso paese scandinavo-stalinista che non conosce neanche il prosciutto, e nessun giudice straniero ficcherà il suo fottuto naso giacobino negli affari del popolo italiano. Perciò lascia da parte rimproveri e rogatorie. Se vuoi proprio saperlo, ho anche detto un sacco di bugie e ho fatto la spia in classe, ma non è certo un peccato, anzi è vivamente consigliato dai nostri governanti.


Ho denunciato un professore che ci faceva leggere A Silvia di Leopardi, con evidente derisione del nostro premier. Ho picchiato un mio compagno di scuola, ma era di colore e vendeva temi prefabbricati, se questi sono venuti in Italia per rubarci il lavoro, se ne stiano a casa loro. Quando la maestra fa lezione, io, insieme a tutta la classe, le parlo sopra, sbraito e la interrompo. Una volta lei si è incazzata urlandoci: ma dove avete imparato queste cose, e noi abbiamo risposto: nei talkshow, signora professoressa. Ha dovuto darci ragione. Naturalmente sono stato disonesto. Ho falsificato la mia firma sul libretto delle assenze. Dovevo andare a scuola, ma c'era anche una partita di pallone. Era un caso lampante di conflitto di interessi e tu sai come vanno queste cose in Italia.
Una notte ho visto dei miei compagni che bruciavano un asilo e li ho lasciati fare, era un asilo pubblico e l'ho interpretato come un gesto di solidarietà con la Moratti. Ti sembran tempi per lezioni di moralità? Vedo quei signori con il cravattone verde, che una volta erano i campioni della lotta alla corruzione e del sempreduro e adesso sono ministeriali e bazzotti, una volta gli facevano schifo i fascisti e adesso ci scodinzolano insieme. Se loro hanno fatto carriera così, perché non dovrei farlo io?


E adesso passiamo alle cose serie, cioè ai regali. Per prima cosa voglio altre due playstation. Non ricordarmi che ne ho già una, il nostro premier ha sette televisioni e si lamenta che l'informazione è tutta in mano ai comunisti. Beh, anche io voglio tre playstation per contrastare l'avanzata marxista nella tecnologia ludica. Poi voglio videogiochi di guerra e armi. E non pensare di rifilarmi le solite spade di plastica. Guardando gli esperti militari in televisione, ho capito che ci sono armi buone e armi cattive. Il kalashnikov è cattivo perché fa rumore, il B 52 è buono perché quando ti sorvola romba silenzioso lassù in alto, e tu puoi continuare a fare i compiti.

Le mine antiuomo, come dice il nome, non colpiscono le donne e i bambini. Io vorrei quella meravigliosa bomba Usa che si chiama tagliamargherite, quella che spazza via tutto nel raggio di dieci chilometri. La tirerei nel mio quartiere, così finalmente noi bambini avremmo uno spazio libero dove giocare a pallone. Se non me la porti, allora vuol dire che sei contrario a una città vivibile per l'infanzia. Dici che sono giochi violenti? Beh, ho visto il video di Osama che festeggia lo sterminio degli odiati nemici, ma sono convinto che anche Bush e Sharon festeggiano dopo aver bombardato, e anche il nostro presidente del consiglio ha brindato alla notizia che entravamo in guerra.

Insomma, la guerra eccita tutti e non vedo perché solo noi bambini dovremmo essere esclusi. Oltretutto, a differenza dei guerrafondai, noi sappiamo anche godere in altri modi. Ma qua invoco la legge sulla privacy. Naturalmente, non dimenticare la mia famiglia. Il mio fratellino minore vorrebbe una sedia elettrica per criceti e mio fratello maggiore un lanciagranate da stadio. Mia sorella vorrebbe tanto il Lego Lunardi, quello che ti danno la scatola gratis ma appena hai costruito qualcosa arriva un tecnico nominato da Lunardi e ti fa una perizia da cinquanta milioni. Non scordarti del mio papà che è leghista e fa il presepe con due buoi perché dice che l'asino è da terroni. Portagli una divisa da sceriffo della polizia padana. A mio zio che è di Forzitalia il salvavviso Beghelli che trilla quando sta per arrivare la finanza. Per mia mamma progressista un ombrello, oppure va bene anche un vecchio regalo riciclato, dopo il ritorno di D'Alema è rassegnata a tutto.

E passiamo ai videogiochi. Anzitutto vorrei Guazzalook, un gioco dove hai un anno di tempo per soffocare gli abitanti di una città col traffico, lo smog, il cemento selvaggio e la svendita del verde pubblico. Poi vorrei il Processo del Lunedì, ma se pensi che sia troppo violento mi accontento di Mortal Kombat. Come ultima cosa, vorrei un osso di juventino per il mio cane e il kit della mia squadra con le maglie, le scarpette e una bottiglia di nandrolone. Portami questi regali in fretta e senza discutere. Anzi, a proposito di velocità, perché vai in giro con quelle renne puzzolenti e radioattive? Hai visto la motoslitta biposto della Fiat con turbo e sospensioni anticrepaccio? Ma perché non ti modernizzi?

E poi cambia stile: non farti chiamare Babbo Natale, ma Padrino Natale o Don Natale, o meglio di tutto Venerabile Natale, e nel mio paese ti saranno spalancate tutte le porte e i camini. Via la barba, che tutti i cattivi hanno la barba, e via l'abito rosso. Ma soprattutto, stai attento. Se mi porti del carbone, potrei telefonare a Scaiola segnalando che nello spazio aereo italiano si aggira un extracomunitario su un mezzo volante. Poi dovrai spiegare cos'è quella polverina d'oro sulle tue letterine. Per finire: non passare dal camino, papà l'ha murato per paura dei ladri, e ha anche messo un cancello con l'allarme e sei rottweiler che in confronto Gasparri è un chihuahua. Perciò consegna i regali al mio amico Ciccio, sul ponte della tangenziale alla mezzanotte del ventiquattro. E bada che non manchi niente o farai una brutta fine. Lo so che questa letterina ti stupirà, ma mi sono dovuto adeguare. Naturalmente so benissimo che al mondo ci sono penosi inconvenienti come la fame, la guerra e lo statuto dei lavoratori, ma intanto riempimi la saccoccia. Ho imparato bene la lezione?

P.S.
L'anno scorso pensavo che tu non esistessi, ma poi ho visto Castelli ministro guardasigilli e salvasilvi, la Pidue riabilitata, le balle di Fini su Genova e la corsa a ruffianarsi il ducetto nelle adunate pariolinobrianzole di Leccolandia. E questa bella sinistra di zucchero filato, che aspetta che il cavaliere sostituisca la costituzione con un palinsesto, dove magari, per l'opposizione più moderata, ci sarà un posticino, un divanino, un programmino dopo le quattro di notte. Allora ho capito che c'era posto anche per te, nell'immaginario collettivo. Ti aspetto.

(23 dicembre 2001)
 


mercoledì 4 dicembre 2013

Che bella giornata!





Checco (Checco Zalone), security di una misera discoteca della Brianza, a causa del pericolo di attentati che richiede misure straordinarie per i luoghi a rischio, si ritrova a lavorare come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano. In poco tempo e grazie alle sue spiccate capacità intellettuali che provocano infiniti malintesi, Checco diventa la vera minaccia al patrimonio artistico italiano e presto ci si rende conto di non aver fatto un grande affare ad assumerlo. Ma Checco incontra Farah, una studentessa d'architettura che si finge francese e se ne innamora. Farah in realtà è araba ed è a Milano per portare a termine la sua personalissima vendetta.

Dopo aver visto il film, parleremo in classe del fenomeno dell'immigrazione in Italia e in Spagna, quali sono i problemi nell'attuale società spagnola. 

Come affronta il fim la problematica dell'immigrazione? Ti è piaciuto?

Ti piace il cinema?
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